Titolo

Degustazione guidata da Franco Ziliani in collaborazione con AIS Modena di Brunello di Montalcino annata 2003.

 

Modena 13 maggio 2008,

 

150 persone, 8 Brunello di Montalcino, una sola grande verit? ...

 

Una serata molto attesa quella che si è avuta al Golf Country Club di Formigine: degustazione guidata di 8 Brunello di Montalcino 2003, organizzata dall'Ais di Modena assieme al giornalista e amico, Franco Ziliani. C'era curiosit? e desiderio di chiarezza sul fenomeno 'Brunellopoli', di cui si è molto discusso negli ultimi due mesi, senza tuttavia pervenire ad una verit? . Serate come questa di Modena, sebbene non intendono sostituirsi ad indagini e investigazioni, possono sicuramente contribuire a rendere l'idea di cosa sia il sangiovese grosso e quali le sue caratteristiche.

Gli 8 Brunello di Montalcino annata 2003 selezionati da Franco Ziliani sono un esempio valido della qualit? del sangiovese, del territorio di provenienza e della seriet? dei produttori (che accomuna la stragrande maggioranza di quelli ilcinesi). Senza entrare nel merito dello scandalo che ha interessato Montalcino, è opportuno segnalare il link al blog di Franco Ziliani www.vinoalvino.org dove si può seguire la cronaca dei fatti, raccontata con quella professionalit? che ci permette di approfondire la vicenda e farci un'idea più chiara.

 

Le otto aziende selezionate da Ziliani sono: Pinino, Citille di Sopra, Pecci Celestino, Uccelliera, Lisini, Gianni Brunelli e Col d'Orcia.

 

Il primo campione di Brunello è dell'azienda Pinino. Ziliani ci fa notare quanto sia interessante questo produttore - propriet? non italiana ma austriaca-spagnola - che con 14 ettari produce unicamente sangiovese. I vigneti sono situati a nord e sud del comune di Montalcino e sono di et? variabile tra i 15 e i 20 anni. Pinino esegue una fermentazione medio-lunga, maturazione in botti grandi di rovere di Slavonia e solo in piccola parte in botti piccole. Al colore si presenta rosso rubino con riflessi violacei profondi; naso elegante di spiccata dolcezza - ciliegia che vira verso la prugna - e una complessit? minerale ben percepibile con note selvatiche e speziature di pepe che lasciano presagire una dolcezza-freschezza anche in bocca. Calibrato e vellutato il tannino, il vino non è aggressivo né pungente ma ben sostenuto: senza un lunghissimo finale rimane comunque godibilissimo e invoglia a bere anche il sorso successivo.

Il secondo campione è dell'azienda Citille di Sopra. Il terreno di provenienza è calcareo e tufaceo. La macerazione delle bucce che segue i 15 giorni di fermentazione alcolica permette di estrarre i tannini necessari al vino, in base alle diverse annate. L'affinamento avviene in botti grandi di rovere di Slavonia. Al naso emergono profumi animali e terrosi. Solo in seguito si fanno strada profumi di macchia mediterranea: un vino ancora chiuso che bisogna sapere attendere affinché rilasci tutta la tipicit? del Brunello, un vino complesso con una struttura più importante (dovuta anche alla particolare composizione del terreno), a partire dai tannini ben in evidenza per arrivare ad un finale di terziari selvatici che lo rendono austero e dotato di buona capacit? d'invecchiamento. Pertanto è da abbinare a grandi piatti a base di selvaggina o con formaggi di media-lunga stagionatura. Un campione piuttosto ''maschio'' in cui si riconosce la tipicit? del vitigno sangiovese.

Il terzo campione è dell'azienda Pecci Celestino. Il colore è in linea con i due vini precedenti, rosso rubino con riflessi violacei profondi; al naso sorprende per l'eleganza dei profumi: floreale di viola e giglio, fruttato di ciliegia nera e una nota minerale di grafite ben percettibile per poi virare sulla speziatura di pepe e liquirizia; insomma un naso elegante che predispone alla beva con ottime aspettative. E infatti la dolcezza immediata che danza con la complessit? terrosa di questo vino lo rende perfetto, fresco pulito ed equilibrato... qui l'uomo ha lasciato la parola al terreno e al vitigno sangiovese: invecchiamento in grandi botti di rovere di Slavonia così come vuole la tradizione. Franco Ziliani legge una lettera della figlia di Pecci Celestino che testimonia l'amore del babbo per il vino e per il territorio di Montalcino, lettera commovente che induce a tutelare questo straordinario patrimonio, da cui solo il rispetto per la terra e per i suoi frutti può far nascere un prodotto di tale armonia e bont? .

Il quarto produttore in degustazione è Tenuta di Sesta. Ci spostiamo più a Sud con i vigneti di quest'azienda che nasce nel lontano 1850! Gi? al colore si ravvisa un'intensit? e una profondit? superiore ai vini appena degustati, concentrazione che si ritrova anche al naso, sulle prime leggermente chiuso, ma che poi si apre con un bel frutto rosso maturo, cuoio, polvere da sparo e sentori animali, tutti riconducibili alla tipicit? del vitigno, speziature di pepe ben pronunciate e un corredo di macchia mediterranea a chiudere un naso importante e in evoluzione. In bocca è un Brunello di gran impegno, complesso e di lunga persistenza; polialcoli importanti e una terrosit? spiccata che promettono un lungo invecchiamento.

L'azienda Uccelliera produce quello che è il quinto campione in degustazione. Al colore è rosso rubino intenso, come i campioni che l'hanno preceduto, ma è al naso che esprime le sue peculiarit? , davvero ampio il bouquet che va dal floreale di viola e giglio alle erbe aromatiche ben definite, come alloro e rosmarino, fine ed elegante o, come dir? Ziliani, rinfrescante (in effetti è un naso che vira su note balsamiche). In bocca è intenso e persistente, con tannini maggiormente percettibili rispetto ai campioni fino qui degustati, un bel frutto di ciliegia e prugna appena matura, frutto croccante per un Brunello che trova, a mio parere, nell'equilibrio e nella lunga persistenza gusto-olfattiva il suo punto di forza.

C'è da parte mia una grande aspettativa sul sesto campione, dell'azienda Lisini, avendo degustato di questo produttore annate precedenti di altissimo livello... Al colore appare nettamente più violaceo rispetto ai precedenti, rosso rubino così carico da renderlo impenetrabile, nota questa che non convince molto e, in effetti, lo stesso Ziliani ci confermer? che questo Lisini 2003 si discosta dalla classica linea del produttore. Il naso è di ciliegia nera matura che si apre ai frutti di sottobosco, in bocca parte bene, ciliegia sotto spirito e note balsamiche, cuoio e tabacco,  ma poi cade sul finale leggermente corto e con un tannino non del tutto maturo. Sicuramente questo 2003 non è al pari delle loro storiche annate, non avr? una grandissima capacit? d'evoluzione e d'invecchiamento, è un vino da bere da qui a due tre anni.

Il settimo campione è dell'azienda Gianni Brunelli, il mio preferito degli 8 degustati. Sette ettari di vigneto in zone diverse di Montalcino danno vita a questo meraviglioso mix di uve Sangiovese che dopo una macerazione di 25/30 giorni affineranno in botti grandi di rovere di Slavonia. Azienda, questa di Brunelli, relativamente giovane ma che opera in una costante ricerca, orientata al rispetto del territorio e al metodo tradizionale sia in vigna che in cantina. Il colore è rosso rubino intenso, al naso sorprende subito per la complessit? e la persistenza dei profumi: frutta rossa matura, ciliegia rossa, viola, erbe aromatiche, alloro e rosmarino nettissime, terziari di cuoio e miele di castagno, pepe nero e grafite, olfatto fine e molto persistente. In bocca rispecchia le alte aspettative profilatesi al naso: il frutto è maturo e croccante, il tannino è vivace, tale da farci dimenticare l'annata che stiamo degustando, elegante e fresco, di una balsamicit? che invade il palato e lo prepara ad un altro sorso, di grande precisione e godibilit? .

L'ultimo campione è di Col d'Orcia, l'azienda che ha come titolare il presidente del consorzio del Brunello di Montalcino, una delle più importanti realt? produttive del comparto vinicolo ilcinese, con i vigneti a S.Angelo a circa 400 mt d'altitudine, con terreni particolarmente poveri e argillosi. Chi l'ha detto che la quantit? (106 ettari a Sangiovese e 150.000 bottiglie prodotte) non si sposa mai con la qualit? ? Nel caso di Col d'Orcia la qualit? c'è e si percepisce benissimo nel bicchiere. Il colore rosso rubino è particolarmente e piacevolmente brillante, al naso è fragrante e con note di frutta rossa matura, leggermente dolce, un bel corredo vegetale di macchia mediterranea e un finale di pepe e liquirizia che fanno intuire una buona maturazione delle uve. In bocca è equilibrato, il frutto rosso gioca con la viola, il tannino è rotondo e non pungente, buona la freschezza ed un'acidit? da manuale. Finale ampio e persistente, un Brunello di Montalcino, questo di Col d'Orcia, che spicca per eleganza e pulizia. Anche in questo caso un campione che ha tutte le carte in regola per spiegarci cos'è il Brunello di Montalcino e il vitigno Sangiovese.

 

B.B

 

ne parliamo anche sul nostro blog: http://divinoscrivere.wordpress.com/2008/06/07/degustazione-guidata-da-franco-ziliani-in-collaborazione-con-ais-modena-di-brunello-di-montalcino-annata-2003/


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